Dal legame dell’Artista Alessandro Siviglia con la città di Napoli e i suoi abitanti, nasce un ciclo di Opere tutto incentrato sulle Tradizioni e i Personaggi tanto cari a questo Popolo.
Il Siviglia stesso ama ricordare quanto sia stato prezioso per lui il supporto ricevuto dai Napoletani nei suoi tanti viaggi in giro per il Mondo, dacché grazie a loro si è potuto sempre sentire un po’ a casa.
Fanno parte di questo filone alcune delle opere più belle e significative dell’artista, molte delle quali sono letteralmente andate a ruba.
“Il segreto di Pulcinella”, olio su Tela di 100×100 cm del 2017, subito venduto, porta il nome di un idiomatismo della lingua italiana usato per indicare un segreto che non è più tale. Quest’opera presenta sullo sfondo colori forti e vivaci, che si contrappongono tra loro, quasi a voler formare un puzzle in cui si avvicendano una serie di cose e personaggi che portano a pensare al tema dell’ermafrodito, una costante nella cultura napoletana.
Pulcinella ha in sé la dualità dell’uomo e della donna. La parte superiore (il naso, il cappello a punta e il corno) è maschile, mentre la parte inferiore (il ventre gravido, le natiche enormi e i seni prominenti) è femminile.
Per questo motivo nel quadro sono presenti personaggi maschili e femminili, talvolta provocanti (la donna nuda) e affascinanti (la signora ben vestita), altre volte disillusi (l’uomo vestito da donna che si specchia con aria triste) e abbattuti (Pulcinella che si abbandona sulla spalla del Gendarme). Su tutti spiccano Cupido, il Dio dell’Amore, che osserva dall’alto le vicende degli uomini con aria divertita e lo stesso Pulcinella, in primo piano, con particolari fisici sia femminili che maschili, che appare estremamente soddisfatto della propria dualità.
“Inferno e Paradiso”, Acrilico su Tela di 120×200 cm del 2019, anche questo subito venduto, si presenta idealmente diviso a metà. La parte superiore del dipinto ha come sfondo il cielo azzurro illuminato dal sole e alla base il Vesuvio in toni di colore scuro e rappresenta le bellezze di Napoli. Oltre all’immancabile Pulcinella, vengono raffigurati Principi, Santi, Angeli, Condottieri, Regine e Marinai. Non mancano poi la pizza e il caffè, che sono il simbolo di Napoli in tutto il Mondo.
La parte inferiore, invece, ha sullo sfondo colori caldi, come il rosso, l’arancio e il giallo e rappresenta la parte oscura di questa Città attraverso le figure di Diavoli, Morte, Sirene e Cavalli bianchi.
Quest’Opera incarna l’anima stessa di Napoli e del suo Popolo, con tutte le sue contraddizioni ma con una grande voglia di riscossa nonostante le avversità.
“Mentalità Sud“, Acrilico e Olio su Tela di 100×150 cm del 2020, presenta sullo sfondo una visuale del Vesuvio che si erge nei cieli di Napoli nei toni rilassanti del Blu e del Bianco e, in primo piano, con colori vividi e brillanti, su una tavola imbandita con una tovaglia Bianca e Rossa che richiama alla mente un muro di mattoni, una Natura Morta nella quale compaiono i cibi della tradizione, come spaghetti al pomodoro, frutta, limoni e vino, ma anche un paio di manette e una sigaretta.
In quest’Opera il Siviglia ha voluto ancora una volta rappresentare la dualità di Napoli, ma lo ha fatto senza l’uso di personaggi, mettendo in contrapposizione tra loro oggetti che ne sono il simbolo.
Per questo motivo passiamo, dall’alto verso il basso, dalla bellezza del panorama, attraverso le prelibatezze culinarie del posto, fino a trovare oggetti che richiamano alla mente la parte più brutta della Città, ovvero la criminalità, che distorce la visione di Napoli agli occhi del resto del Mondo e ne oscura le tante meraviglie paesaggistiche, artistiche, storiche e culinarie.
Quadri sulla città di Napoli
“Il Principe di Napoli“, Acrilico su Tela di 100×80 cm del 2020, è un omaggio alla personalità del Grande Totò, Antonio de Curtis, soprannominato ‘Il Principe della risata’.
Il quadro si presenta diviso a metà, come due facce riflesse in uno specchio ma del tutto differenti tra loro. Sullo sfondo troviamo colori caldi e brillanti, mentre in primo piano tutta una serie di tonalità fredde sapientemente accostate tra loro.
Ancora una volta il Siviglia affronta il tema della Dualità e ancora una volta lo fa in maniera differente con quest’opera che celebra uno dei Napoletani più conosciuti nel Mondo, e che mette in luce le sue profonde differenze interiori, che sono simbolo delle differenze che esistono all’interno dell’intero Popolo Napoletano.
Il Principe de Curtis era molto diverso nel privato da come appariva in pubblico. Diverso persino nella voce e nei capelli, che fuori dalla scena portava impomatati. Era cresciuto come un trovatello, allevato da una nonna che non sapeva nemmeno parlare italiano, ed era ossessionato dal titolo nobiliare, che rivendicava in ogni occasione e tribunale.
Nel tempo quest’uomo è divenuto l’emblema della napoletanità, che incarna il sentirsi parte di una fantastica terra, a volte troppo sottostimata dalla sua stessa gente, oltre che dal resto del Mondo. Totò ha mostrato il lato gioviale e divertente del popolo napoletano, un lato però molto differente da quello che teneva più nascosto, ovvero il suo essere riservato, schivo e facilmente irritabile.
In quest’Opera lo vediamo infatti diverso anche fisicamente, da un lato brandisce una spada, dall’altro ammira un diamante. Un lato del viso accenna un sorriso, l’altro sembra triste.
Così come il Popolo Napoletano, dietro una facciata di allegria e menefreghismo, cela amarezza e alta consapevolezza del proprio valore, che troppo spesso viene sottovalutato a causa di errate convinzioni.
Queste e altre Opere dell’Artista Alessandro Siviglia sono state concepite per rendere omaggio alla grandezza di Napoli e della sua gente.
Si tratta di Quadri con misure importanti, adatti soprattutto ad ambienti molto vasti come studi professionali o grandi salotti, che si prestano ottimamente ad essere donati per una inaugurazione o una ricorrenza.


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